Band Endorsement: come e perchè sponsorizzare la tua band by Stanislao Ventriglia


 

 

Francesco Nano – Buongiorno a tutti da Francesco Nano di Scuolasuono.it, eccoci a una nuova spettacolare intervista di Recording Turbo System, diamo subito il benvenuto al nostro ospite, Stanislao Ventriglia, che ci parlerà di Band Endorsement. Ciao Stanislao!

Stanislao Ventriglia – Un saluto a tutti, benvenuti anche da parte mia, ciao Francesco.

F. N.: Non è la prima intervista che facciamo assieme questa, tu ormai sei un ospite abituale delle nostre chiacchierate, ci fa molto piacere, per cui.. Una breve introduzione e qualche parola su di te non te la toglie nessuno, dopo però invitiamo tutti quanti a visitare il sito Scuolasuono.it, troveranno un’altra intervista tua scaricabile. Ti faccio una breve introduzione poi ti lascio la parola.

Oggi con Stanislao parleremo di un argomento veramente interessante, il Band Endorsement, cioè la possibilità di riuscire ad acchiappare delle attrezzature ed essere sponsorizzati, questo ha una serie di implicazioni molto interessanti; bisogna vederlo non solo da un punto di vista pratico e tecnico, ma anche da un punto di vista delle potenzialità e delle possibilità.

 

 

La cosa più interessante con la quale culmineremo questo intervento di oggi è la guida pratica, i 5 step per ottenere il Band Endorsement; ovviamente questa risorsa è riservata per tutti coloro che sono iscritti a Recording Turbo System, potrai seguire tutti gli eventi Summer Productive e iniziare il nostro percorso all’interno di questa bellissima scuola di tecnici del suono on line.

Fatta questa piccola premessa, l’argomento è molto interessante, ci sono tante domande quindi ritorniamo a Stanislao: di che cosa ti occupi, chi sei, come mai sei qua a parlare? Brevemente, raccontaci un po’ la tua storia e, se vuoi, anche qualche aneddoto simpatico,  a te la parola.

S. V.: Sono qua fondamentalmente perché sono simpatico a Francesco  e ci tiene ad intervistarmi!! Questa è la terza intervista in realtà, nella prima abbiamo parlato degli aspetti lavorativi della musica, di quanto sia difficile oggi occuparsi di musica in toto e abbiamo proposto delle soluzioni, ovviamente non del tipo bacchetta magica, erano più che altro consigli, degli input. Poi c’è stata quella successiva per quanto riguarda l’aspetto tecnico-strumentale e anche quella è on line, dedicata all’equalizzazioneper i chitarristi.

F. N.: Queste sono le cose che hai fatto con Scuolasuono, ma tu come mai mi stai simpatico, cos’è che fai nella tua vita?

S. V.: Sono un musicista, un chitarrista, da molto anni ormai. Sono di Napoli ed ho la fortuna di riuscire a vivere di musica, io nel mio caso non la ritengo un’abilità, è una serie di eventi e casualità nella vita. Fortunatamente sono riuscito a rendere fortissima questa passione che avevo da quando ero ragazzo, ho cominciato a 16 anni, sono riuscito ad entrare nel mondo della musica, almeno a livello locale e a fare solo quello.

Poi ognuno ha un target diverso, nel mio caso occuparsi di musica significa dedicarsi all’attività live, quindi concerti con artisti vari, mentre l’attività in studio si è molto ridotta rispetto agli anni passati; il lavoro del turnista è molto difficile ora, per vari motivi, e mi occupo anche di didattica insegnando in alcune scuole della mia città e Provincia e facendo lezioni private di chitarra classica ed elettrica, oltre che di solfeggio, armonia ecc. Ci sono alcuni seminari che ho svolto che riguardavano proprio l’effettistica la strumentazione, l’utilizzo degli amplificatori per le chitarre e altro.

F. N.: Scusa Stanislao ma.. Il tuo allievo è ancora là?

S. V.: Claudio? Si è qui!

F. N.: Vuoi fargli fare una testimonianza, fargli dire quanto sei bravo ad insegnare!

S. V. : Si, se dice la verità si.

F. N.: Diamo il benvenuto a Claudio.  Ciao, tutto bene?

Claudio: Buongiorno. Tutto bene, grazie.

F. N.: Avevo questo presentimento, sapevo che eri la, ho detto: “No, non posso fare finta di niente”. Raccontaci brevemente in due parole se Stanislao è un bravo insegnante o se non lo è, se hai il coraggio.

Claudio: Assolutamente si, io mi trovo benissimo, faccio lezioni da tre anni e mezzo..

F. N.: E ancora non sei diventato un professionista?

Claudio: Ancora no e penso che ce ne vorrà ancora parecchio prima che arrivi almeno al livello di Stani. L’obiettivo di un alunno è sempre quello di diventare bravo almeno quanto il maestro, se non più bravo in alcuni rari casi.

F.N.:  Quale è la caratteristica dell’insegnamento di Stani che ti piace di più.

Claudio: Riesce a individuare in ogni persona il metodo giusto da utilizzare e non intendo libri da studiare, ma la didattica precisa, specifica per quell’ alunno: fa un’analisi molto approfondita per quanto riguarda il livello tecnico, quello che deve imparare assolutamente, quindi tutte le lacune da colmare e le cose da evitare; riesce a guardare a 360 gradi la persona e non l’alunno come alunno e basta.

Questo fondamentalmente è il suo lato di forza, poi posso dire che è dotato di umiltà e di una professionalità che io ho visto in poche persone che suonano. Giro molto adesso nei locali della mia città e non, e suono, ho suonato anche con dei professionisti e mi sono reso conto che non molti hanno le caratteristiche caratteriali di Stani e cioè di prepararsi per bene un argomento prima di esporlo. Questa è una cosa su cui voglio battere parecchio.

F. N.: Insomma, possiamo dire che è un bravo insegnante colui che riesce a guardare a 360 gradi l’allievo che ha di fronte e prepara una lezione adatta a lui, e in questo Stani c’è.

Claudio: Assolutamente si.

F. N.: Prima di salutarti ti chiedo qual è il peggior difetto di Stani, così chiunque lo volesse contattare sa già a cosa va incontro.

Claudio: Il peggior difetto è forse l’emotività, si lascia troppo prendere dalle cose e quindi molte volte perde la calma facilmente.. Mi ha lanciato i libri in aria qualche volta.

S. V.: Questo l’ho fatto a Gianluca, non a te..

Claudio: Va bene, dai, allora ti saluto. 

S. V.: Hai finito di parlare male, si? Bravo.

F. N.: Allora, sappiate tutti quanti che si è liberato un posto per un allievo di Stanislao, ma ritorniamo a noi.

 

Scuolasuono Productive - Stanislao Ventriglia

 

S. V.: Si, parliamo del metodo, l’ultima postilla per quanto riguarda la didattica, come dicevo, oltre all’attività di musicista, insomma nei live e in Studio di registrazione, ho realizzato un metodo di chitarra che tratta la chitarra come tecnica, attraverso tutta una serie di esercizi per la mano destra e per la mano destra e sinistra insieme, che sviluppano la velocità della mano sinistra, l’indipendenza delle dita, la tecnica della mano destra, quindi intesa come pennata e anche la qualità del tocco della mano destra e la coordinazione ovviamente delle due mani.

Nessun fraseggio particolare inventato, solamente tutta una serie sequenze, sono circa 600 diteggiaturedivise in gruppi ritmici diversi, quindi duine, quartine, terzine, doppie terzine: tutte le diteggiature, le combinazioni di dita possibili e per gli esercizi della sola mano destra, tutte le combinazioni di arpeggio possibili, poi dopo facciamo vedere la copertina, dai.

F. N.: Ok. E’ reperibile su www.isucu.det

S. V.: Allora sul sito della casa editrice ci sono i vari editori, come ad esempio Musica Arte di Roma, ma si trova anche su Amazon.

F. N.: Adesso mi interessa, assieme a te, iniziare a ragionare su questo discorso del band endorsement, perché è una cosa che per me non era scontata, ci siamo parlati qualche tempo fa, mi hai raccontato un po’ come ti stanno andando le cose, la tua esperienza in questo campo, e sarebbe bello trasmetterla anche a tutti coloro che ci stanno seguendo. Per prima cosa ti chiederei di rispondere in maniera concisa, come sai fare tu, alla domanda: che cos’è il Band Endorsement? A te la parola.

S. V.: Allora, quando parliamo di endorsement parliamo di un rapporto tra un’azienda e un artista, nel nostro caso un musicista, quindi non è altro che il rapporto di un’azienda che produce strumenti, attrezzature musicali, non con un singolo musicista, ma con una intera band. Capita spesso di conoscere Endorsers famosi, forse quello che è meno noto è che gli endorsement a volte sono per un intera band; ad esempio, un’azienda che produce corde per strumenti musicali fa un Endorsement ad un’intera band, in questo caso gli strumenti di chitarristi e bassisti utilizzano quella marca, e l’azienda quando fa pubblicità non pubblicizza il singolo nome del musicista ma il nome della band, perché fa questa scelta.

F. N.: Scusa un attimo, cerco di rimanere nel binario, quindi il Band Endorsement in che cosa differisce  dall’endorsement comune al quale siamo abituati a pensare?

S. V.: Il musicista semplicemente viene sponsorizzato tra virgolette, ma non è il professionista singolo che ha questa sponsorizzazione, ma il nome della band. Questa è l’unica differenza, nel concreto è la stessa cosa però invece del singolo musicista si fa il nome della band, la scelta è facile da intuire.

F. N.: Rispetto all’endorsement classico, che è quello sugli strumenti musicali, e per esempio anche sugli accessori, quando mi accennavi il discorso mi parlavi anche di equipment tecnico, altre strumentazioni che potrebbero non essere utilissime alle band che riempiono gli stadi, perché hanno un altro tipo di organizzazione, ma piuttosto a quelle che riescono a riempire almeno i pub, quindi per chi lavora a un livello comunque professionistico, ma non  livello medio-alto. A quali strumentazioni si può puntare con il Band Endorsement?

S. V.: A qualsiasi strumento e accessorio si utilizzi in musica, dalle corde, ai cablaggi, i monitor degli impianti audio, gli strumenti come chitarre, tastiere e batterie, e anche i plettri o le bacchette; ho un amico che per esempio è endorser della Roll, ed ha le sue bacchette Signature.

F. N.: Ok. Quindi anche impianti, cablaggi..

S. V.: I microfoni si, i mixer già un po’ di meno, più gli strumenti come tastiere, chitarre, bassi e amplificatori, il mixer è una cosa un po’ più neutra, che ha il Service.

F. N.: L’amplificatore, la microfonatura comunque si, giusto?

S. V.: Si, perché è il caso in cui o vedi tizio e caio della band che utilizzano i  microfoni,  oppure tutti li utilizzano:  il cantante, i musicisti che fanno i cori, in questo caso il Band Endorsement è indicato perché il nome della band è famoso, ma non il nome del singolo musicista; in quel caso si preferisce fare il Band Endorsement perché la sponsorizzazione, cioè il ritorno che l’azienda vuole avere, non è dato dal singolo, ma da quella band al completo. Invece quando è l’artista singolo, o musicista, che ha un suo seguito, in quel caso il rapporto è personale: questa è l’unica differenza. Il risultato l’azienda lo raggiunge con il nome della band o con il singolo musicista di quella band e decide di conseguenza, ma la tipologia è la stessa fondamentalmente.

F. N.: Ok. La cosa che vorremmo sapere da te adesso in questo momento è quali sono le implicazioni pratiche del Band Endorsement; dopo menzioneremo anche qualche caso reale su che cosa può aspettarsi una band  emergente dal fatto di essere sponsorizzata. Spiegheremo come si va in cerca di una sponsorizzazione in pratica, i cinque step per ottenere il Band Endorsement, che però è dedicata agli allievi di Recording Turbo System. Quali sono le implicazioni migliori che può avere una band per il fatto di aver ricevuto un endorsement?

S. V.: Allora sicuramente vedere un artista o una band, un musicista che ha l’endorsement di un prodotto, anche solo di un semplice plettro, è una attestazione di stima fondamentalmente, non parliamo del lato economico. Non dobbiamo pensare oggi all’endorsement, tranne per alcuni artisti, come alla ditta innamorata di te perchè sei un gradissimo artista o musicista, che ti fornisce gli strumenti gratis e ti paga. Questo succede forse a una, due persone nell’ambito chitarristico, ad esempio Steve Vai.

F. N.: E Massimo Varini.

S. V.: Parlavo a livello internazionale. Massimo forse è l’unico, e lo merita sicuramente, però magari non tutti possono conoscerlo. Io lo conosco da tantissimi anni, però Steve Vai è più conosciuto, perciò facevo quegli esempi, ma ovviamente ce ne saranno altri, però in quel caso il marchio delle loro chitarre non solo gli da più di uno strumento gratuitamente, è un discorso diverso perché creano lo strumento insieme alla ditta.

Quell’azienda mettendo il nome sullo strumento vende tantissimi pezzi in tutto il mondo, e questo solo con l’artista internazionale lo puoi fare, quindi fa un contratto e lo paga, come il calciatore che viene sponsorizzato dall’azienda che produce le scarpe da calcio.

Stiamo parlando di Endorsement che interessa a tutti, alle persone normali: non c’è un ritorno economico e si traduce in supporto, poi vediamo di che tipo, ma non  ti danno soldi, né tu hai gli strumenti gratuitamente, tranne alcuni casi a livello nazionale,  hai citato giustamente Varini, che però è anche una persona di livello altissimo, quindi è normale che lui abbia lo strumento Signature, perché è un Endorser della Eko. La Eko addirittura ha fatto il modello “Massimo Varini”, ma stiamo parlando già di un altro livello di musicista, un livello comunque alto.

 

Stanislao Ventriglia

 

Nell’ambito normale in realtà ti danno supporto, possono fornirti gli strumenti a prezzi scontati, la maggior parte delle volte il tipo di endorsement si riduce a questo: hai una corsia preferenziale e uno sconto sugli strumenti. Poi ci sono due situazioni differenti:  l’Artist Endorser e l’Endorsement generico; ambedue non hanno gli strumenti gratis però l’Artist Endorser mette la firma sullo strumento, mentre l’Endorser generico utilizza quegli strumenti scontati all’acquisto, ma non interviene nella loro creazione.

Una ditta che produce amplificatori VTREK fatti a mano, di altissima qualità italiana, mi ha proposto di fare un ampli Signature con delle mie specifiche:  l’amplificatore che  viene costruito partendo dai modelli che loro producono avrà delle modifiche fatte da me, ovviamente, non perché gli amplificatori non siano buoni, ma semplicemente perchè per motivi lavorativi ho bisogno di determinate specifiche personali, quindi ci saranno delle modifiche e ci sarà il prodotto firmato: è un artist endorsement, ma anche in quel caso io lo strumento lo pago. Qual’è il ritorno quindi? Se noi gli strumenti li paghiamo, anche se scontati, qual’è il ritorno, ti chiederai: “Che lo fai a fare?”.

F. N.: Infatti: “Scusate ma cosa mi state dicendo fino a questo punto?”

S. V.: Ci può essere un ritorno economico indiretto, e questo forse è il punto più importante dell’intervista: ottenere un endorsement, come dicevamo prima, è una manifestazione di stima e questo è molto importante agli occhi degli altri: fan, pubblico, addetti ai lavori. Un musicista che ha un endorsement vuol dire che è certificato, per certi versi, come un professionista, fa bene il suo lavoro ed è una persona, tra virgolette, importante in un determinato ambito.                                             Ad esempio, tu hai un endorsement, i negozi organizzano seminari, chi chiamano? Gli artisti con un nome: avere un endorsement ti permette di avere un certo credito, non ti da’ soldi ma ti permette di entrare in un circuito lavorativo dove diversamente saresti escluso, ti permette di lavorare e quindi indirettamente può portarti delle entrate.

F. N.: Questo dal punto di vista della didattica.

S. V.: A volte aziende che organizzano, sponsorizzano dei Festival, delle rassegne musicali  piuttosto anche seminari e fanno suonare, coinvolgono tutti gli artisti della loro scuderia, gli endorser, quindi ti vedono in giro, si è pagati per farli ovviamente perché è lavoro e quant’altro. Ad un livello più basso noi non consideriamo solo l’endorsement verso un’azienda che può essere anche più difficile, soprattutto oggi; a volte può essere fatto anche da un negozio di strumenti che ti sponsorizza. Che cosa ti ritorna? A parte comprare gli strumenti a prezzo inferiore, magari nelle tue attività che promuovi (quindi non promosse dall’azienda o dal negozio), vai in giro e fai una sorta di pubblicità al negozio. Magari poi il negozio ti paga le spese di viaggio ed è comunque una entrata economica, perché  vai in giro a suonare, porti avanti un marchio di quel negozio e  il negozio contribuisce alle spese, quindi ci sono dei ritorni indiretti.

F. N.: Ok. Queste non sono invenzioni tue, sono cose che accadono, le hai viste.

S. V.: No, non sono invenzioni, assolutamente. In Internet si trovano parecchie informazioni su siti e forum riguardo all’Endorsement. Bisogna considerare questi aspetti, un ritorno di immagine professionale, economico: ottenendo l’Endorsement comunque hai quella certificazione, come un marchio IGT, quindi rispetto ad un altro musicista ti da un credito in più, e magari dove ti presenti per fare determinate cose come  attività didattiche, seminari o concerti, hai un  credito maggiore e quindi una possibilità lavorativa maggiore. Indirettamente ci puoi guadagnare ma non pensando che ti paghino, gli strumenti li paghi e non hai proprio nulla da loro.

F. N.: Ok, la domanda che sorge spontanea è: abbiamo capito che nei confronti delle aziende ci possono essere alcuni vantaggi, ma al mio pubblico, della mia band, che cosa gli cambia se sono sponsorizzato dalla Shuredalla Sennheiser o da un altro marchio? Com’è spendibile questa cosa, perché tante volte una band non ci pensa: “ Va beh,  mi hanno sponsorizzato, me la tengo per me sta cosa, non lo dico a nessuno”, invece perché bisogna dirlo?

S. V.: Bisogna dirlo, pubblicizzarlo, perché nell’Endorsement fondamentalmente dobbiamo considerare questa cosa: non è che l’azienda ci sponsorizza perché è magnanima, ma perché ha un ritorno potenzialmente commerciale derivato dalla pubblicità, quindi al nostro pubblico che ascolta la nostra musica non interessa che tipo di strumenti ho; però parliamo di un pubblico fatto da non musicisti, perché il pubblico dei musicisti è diverso. Personalmente la settimana scorsa sono stato a Napoli a vedere Joe Satriani e ho visto anche gli strumenti che ha, li conosco già perché ovviamente sono un fan, però  al pubblico fatto da persone che suonano per professione o per diletto interessano gli strumenti.

F. N.: Scusami se ti interrompo, da un punto di vista tecnico sono d’accordo con te però secondo me c’è un’altra implicazione; dal punto di vista di ritorno di immagine le band farebbero meglio a tirarsela un pochino di più, nel senso: “Guarda che fichi che siamo, siamo addirittura stati sponsorizzati … “ . Per come la vedo io, crea anche un appeal verso il tuo pubblico, ti aiuta a mantenere o ad accrescere la fedeltà dei tuoi fan. Ti sentono ancora più professionale, ancora più figo da seguire.

S. V.: Sicuramente avere lo sponsor in questo senso ti rende più figo, poi se se la tirano per me fanno male ma è una questione caratteriale, però in effetti ripeto, come ho detto all’inizio, è un riconoscimento e quindi magari se la tirano un po’ e posso anche capirlo ma c’è un errore che spesso si fa e questo è molto importante: uno pensa: “Ok, che cosa può portare al musicista, che cosa può portare all’artista in generale?”, ma dobbiamo fare un discorso diverso, siamo noi che dobbiamo portare all’azienda, non lei che deve portare a noi; siamo noi che poi facciamo pubblicità a quel marchio. Dobbiamo essere in grado di farla questa pubblicità e in che modo? Avendo una certa ricchezza lavorativa.

F. N.: Poi ne parliamo in maniera più approfondita.

S. V.: Quello è importante perché devi vedere tu che cosa riesci a dare, perché l’azienda ti deve sponsorizzare, che cosa gli porti tu, perché la si parla di ritorno economico, quindi non dobbiamo fare il ragionamento al contrario che tutti fanno, “Si ma che mi porta? Tanto gli strumenti non sono gratis, questo e quell’altro…” No, pensa che sei tu che porti all’azienda, perché sono loro che danno gli strumenti a te, magari a prezzi scontati e quant’altro. Il discorso va fatto al contrario, capisci?

F. N.: Se puoi riassumere, perchè adesso ci saluteremo con i ragazzi che non sono ancora nostri allievi, e rimarremo con gli allievi di Recording Turbo System e parleremo della guida pratica, i 5 step per ottenere il Band Endorsement. Vuoi fare un breve riassunto, diciamo la domanda giusta è questa:  quali sono secondo te i presupposti senza i quali è inutile andare a cercare il Band Endorsement.

S. V.: Si. Allora, la prima cosa che dobbiamo fare, secondo me, è  cercare la sponsorizzazione di un’azienda o di un prodotto che poi veramente vogliamo utilizzare. Persone che conosco hanno l’endorsement di un prodotto che non utilizzano, ma solo per il fatto di potersi chiamare endorser e quindi avere quel “prestigio” di cui parlavamo prima: questa è la cosa più sbagliata.

Anche perché, poi dipende dal tipo di contratto, quando sei Endorser di un determinato marchio, lo devi utilizzare, guai se ti trovano senza, oppure, se è una chitarra, a suonare con la chitarra della concorrenza, é importante. Ci sono delle implicazioni contrattuali per gli endorsement. Allora innanzitutto bisogna cercare un prodotto che veramente piace, poi la seconda cosa molto importante è, trovato il prodotto, contattare l’azienda.

 

Stanislao Ventriglia - Scuolasuono.it

 

F. N.: Ok, aspetta un attimo, qua andiamo troppo sullo specifico e questa è la cosa che ho promesso ai miei allievi  sarebbe rimasta per loro e quindi devo mantenere, sono una persona di parola. Però non siamo riusciti a fare quella sintesi che speravo, proprio brevemente, secondo te, qual’è l’altra condizione senza la quale non ha senso andare a cercare una sponsorizzazione, un endorsement.

S. V.: Se non si ha un seguito lavorativo e anche degli addetti ai lavori.

F. N.: Benissimo e di questo parleremo soprattutto, degli addetti ai lavori.

S. V.: Perché sono quelli che comprano gli strumenti.

F. N.: Quindi è un credito spendibile, il fatto di essere interessanti a livello tecnico e non solo di tecnica musicale, ma di scelte tecniche è una cosa utile, spendibile per ritrovare delle sponsorizzazioni.

S. V.: Assolutamente si.

F. N.: Se sei un personaggio interessante a livello tecnico, al di là del fatto che hai degli allievi che conoscono la strumentazione che hai, però sei anche un chitarrista che ha un suo perché.

S. V.: Faccio un certo numero di live, produzioni discografiche, teoricamente non sono endorsement di nulla, questo lo specifichiamo: ho collaborato a volte con aziende più che altro per testare determinati strumenti prima che entrassero in produzione, quindi ritenendomi idoneo a poter valutare questa cosa però non come endorsement. Per questo parlo in una maniera veramente molto “super partes” e neutra, perché non ho un marchio che mi sponsorizza.

F. N.: Ok, e questo ti permette una libertà su questo discorso, però questo non vuol dire che tu non ne sappia niente, infatti noi adesso andremo a vedere anche dei casi in studio, insomma delle band, dei personaggi che  conosci e che hanno seguito i tuoi consigli e sono arrivati ad avere una sponsorizzazione: questo ci tenevo a dirlo altrimenti qualcuno potrebbe dire: “Vabbé, non sei Endorser di niente,  che cavolo parli a fare, no?”.

S. V.: Va bene perché sono nell’ambiente lavorativo, il punto è, come dicevo prima, cercare l’endorsement di un prodotto che si vuole veramente utilizzare, altrimenti solo per chiamarsi endorser non vale la pena.

F.N.: Non ha senso. Ok. C’è ancora Claudio?

S. V.: Claudio è qui.

F. N.: Può testimoniare ancora una volta che sei una persona di parola, che non spari minchiate, tanto per farci contenti..

S. V.: Te lo passo un attimino. Io nel frattempo vado a prendere il metodo, è giusto che lo facciamo vedere.

F. N.: Ok. Perfetto.

Claudio: Buongiorno.

F. N.:Ciao. Dice che non si ricorda più le altre band che fanno il Band Endorsement, ci racconta delle storie che non conosce oppure è veramente smemorato quest’uomo?

C: Diciamo che non può ricordarsi tutto, quindi ogni tanto capitano delle défaillance del genere ma devo dire no didatticamente. Lo devo ammettere perché ogni domanda che faccio c’è sempre una risposta valida e scientificamente provata.

F. N.: Ok, dai ripassacelo che chiudiamo l’intervista.

C: Va bene. Ciao Francè.

F. N.: Ciao.

S. V.: Ok. Eccoci qua di nuovo.

F.N.: Facci vedere il metodo.

S. V.: Eccolo qua, questo è il metodo di cui parlavamo prima, già ne abbiamo detto al riguardo per cui non ci dilunghiamo, per chi è interessato c’è il mio profilo Facebook e la mail, per contatti e informazioni sul metodo, sull’endorsement o gli argomenti che abbiamo trattato nelle altre interviste, sono sempre a disposizione, soprattutto degli iscritti, con loro mi dilungo un po’ di più. A chi non è iscritto gli do il consiglio su quello che mi chiedono, due parole, però per gli iscritti ci sta un occhio di riguardo, come dicono a Napoli.

F. N.: C’è anche il caffettino virtuale.

S. V.: Anche il caffettino virtuale, ma solo per gli iscritti. A parte gli scherzi, non voglio incensare Francesco però è un ragazzo che veramente merita tutto il supporto possibile perché ha messo in piedi una serie di attività coinvolgendo e facendo conoscere musicisti. Io stesso, avendo attualmente dei lavori di organizzazione del mio Studio di Registrazione, sono stato messo in contatto da Francesco con un fonico, Mauro Cavalieri D’Oro, una persona molto preparata che tutt’ora insegna in una scuola per fonici. Grazie a Francesco sono in contatto lui; sta creando un feedback tra musicisti perchè riesce a mettere in contatto tante persone che difficilmente si sarebbero conosciute: a me è stato molto utile questo, perché Mauro mi ha dato tanti consigli importanti per evitare errori di progettazione dello studio, sappiamo che è una cosa delicata, quindi ho avuto il massimo supporto. Iscrivetevi perché veramente sta facendo un lavoro prezioso a livello nazionale. Questo ci tenevo a dirlo.

F. N.: Grazie, grazie.

S. V.: Grazie a te Francesco sempre per tutto quello che fai.

F. N.: Allora concludiamo qua la nostra intervista, grazie della disponibilità come sempre sei simpaticissimo.

S. V.: Grazie a voi.

F. N.:  Ci vediamo presto, ciao Stani.

S. V.: Ok, alla prossima, ciao.

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