Behringer UltraCurve PRO DEQ2496


Domanda

“Vorrei chiederti alcuni chiarimenti su come utilizzare,non dico al meglio,ma
alla meno peggio il processore digitale BEHRINGER ULTRACURVE PRO DEQ2496 .
Sicuramente mi darai un sacco di motivi per usare le orecchie anziche i
macchinari ma sostanzialmenta l’abbiamo preso per 2 motivi principali;
uno non suonando abbastanza spesso e comunque in situazioni sempre diverse e
non avendo la possibilità di avere delle ore per il sound check e per imparare
due non avendo un fonico che mi sta al mixer devo cercare di fare al meglio
da subito ( se ci prendo )al massimo se le mogli mi danno qualche dritta posso
regolare i volumi in corsa.

Non lo uso principalmente per uno strumento ma lo uso sul master.
Lo utilizzo solo sulla voce in locali piccoli dove amplifichiamo solo la voce e man mano che il
posto si espande di conseguenza aumentiamo le cose da amplificare.
Ti spiegherò in breve come lo uso cosi hai una linea base sulla quale eventualmente farmi le
correzioni.

Prima di tutto metto il microfono di analisi in una posizione mediana rispetto a dove ipoteticamente
si metteranno le persone e dopo aver inserito una curva di eq base sulla quale la macchina poi
lavorerà, analizzo la stanza o il posto.

Mi hanno detto che sui 300 hz ci sono solitamente le frequenze che rompono e visto che facciamo
anche cover degli AC\DC notoriamente alti per non disturbare le orecchie della gente calo un po’
sulle alte frequenze aumento leggermente i bassi fino agli 80hz e al di sotto tolgo proprio le
frequenze.

La macchina quindi analizza in base al mio grafico ideale scansionando con il rumore rosa da 80 hz
ai 20 Kh come da immagine
Fatto questo faccio il sound check solito e regolato in fine i volumi se ho tempo faccio anche il
feedback destroyer.
Piu o meno lavoro in questo modo, adesso dimmi tu.
Se ti serve altro non esitare a chiedere grazie Willy

P.S. Se ti va fatti un giro su myspace\effetticollaterali1 cosi ci vedi e puoi sentire alcuni brani che
proponiamo giusto per avere anche un idea di cosa facciamo.”

Risposta

Ciao Willy! Innanzitutto grazie per le tue mail che sono sempre molto gradite.
Allora, veniamo al dunque.

Sicuramente ti sarai fatto un’idea di come la penso riguardo all’analisi spettrale perchè ovviamente avrai
già letto questo post.

La scelta di cercare di tarare l’impianto in maniera che suoni con una risposta in frequenza piatta è una prassi professionale (ed i service che non la praticano possono essere esposti a maggiori errori).

Prima di spippolare però vedi se è possibile ottimizzare il piazzamento degli speakers come spieghiamo approfonditamente in Recording Turbo System: la fisica acustica non cambia sia che tu sia in sala prove sia che tu sia live!

Se proprio devi fare degli interventi di equalizzazione per correggere la curva che leggi sull’analizzatore ti suggerirei di preferire, ove possibile, la via dell’attenuazione! Non dico che se ti trovi un buco accentuato in una zona di freq. UTILI tu non debba boostare un pochetto… ma vacci piano! Gli eq economici fanno dei macelli che contribuiscono a feedbeck e ad abbruttire il sound.

Quando lavori in attenuazione, ho riscontrato sul campo, hai meno problemi e puoi andare giù un pochino più pesante!

“Mi hanno detto che sui 300 hz ci sono solitamente le frequenze che rompono”

Detta così mi pare una leggerezza!
Ma chi può prevedere che un impianto messo ogni volta in un posto diverso (nota che a volte bastano cm di differenza) avrà sempre gli stessi problemi? Diverso è se qualcuno qualificato ti ha detto che il tuo impianto (di quella marca e modello) spinge sui 300 Hz: quello si che può essere un difetto di costruzione da aggiustare sempre allo stesso modo con l’eq.

Se li togli dove non è necessario ti potresti ritrovare con un suono privo di carattere, gonfio sotto ed arioso sopra, ma con niente in mezzo… dipende: se ti piace è un altro discorso ma se lo fai sperando di azzeccare una correzione giusta… io ci penserei su!

“visto che facciamo anche cover degli AC\DC notoriamente alti per non disturbare le orecchie della gente calo un po’ sulle alte frequenze aumento leggermente i bassi fino agli 80hz”

A mio avviso le equalizzazioni che ci sono sugli impiantini da casa (jazz,funk,rock, ecc) non hanno proprio senso!
Tanto poi tieni sempre sul rock che sembra avere più bassi ed alti quando in realtà è l’unica impostazione flat!!! (parola mia: il mio stereo funziona così!)

Che senso ha dire che in un genere gli alti danno fastidio ed in un altro i bassi rompono??? le orecchie umane sono sempre uguali che tu ascolti classica o metal! La composizione dello spettro audio è già bilanciata secondo il genere (nel senso che se ascolti metal ti aspetti di sentire dei bassi poderosi continui e se ascolti classica ti aspetti di sentirli solo in alcuni passaggi di fortissimo).

Vuoi fare ascoltare bene il tuo pubblico? Fagli sentire ben bilanciate tutte le frequenze! Tanto il tuo batterista sa quando aprire con l’hi-hat!

Quello di cui mi parli è un ragionamento da mastering che, sempre a parer mio, se lo può permettere chi è in studio, davanti alle casse e con un certo outboard!

Per intederci: nel live di alto livello, fino a ieri, era davvero una finezza permettersi dei processori sul master che non fossero degli eq usati solamente per aggiustare le sfighe elettroacustiche; oggi col digitale si può fare di tutto… il guaio è: saperlo fare!

In sintesi

il processore che mi hai sottoposto è un piccolo computer che simula eq parametsico, grafico, compressore, limiter, (gate?), compressore dinamico.

O lo usi su uno strumento per fare del processing dinamico dedicato a quello strumentoo, ripreso con quel microfono, amplificato con quel preamplificatore in quel mixer, oppure lo usi su un programma sonoro completo (con batteria, basso, ecc) in situazione di AMPLIFICAZIONE (e non di riamplificazione come può essere un locale piccolo)!

Faccio un esempio: se tu con 2 mic registri una batteria e poi, riascoltandola, ci fai le modifiche col tuo prezioso bheringer fino a tirar fuori Phil Collins è ok.

Se mentre suoni in locale (DOVE LA BATTERIA GIA’ SI SENTE SENZA NECESSITA’ DI AMPLIFICAZIONE) metti 2 mic sulla drum tanto per rinforzare un pò la pacca e su quei mic ci metti il tuo ULTRACURVE PRO DEQ249 il pubblico sentirà per metà la batteria col suono acustico e per metà Phil Collins!

Ha senso???

Si, se però ne sei consapevole e fai una scelta sonora senza essere convinto che stai modificando l’intero suono della batteria o della chitarra che il pubblico percepisce.

Se proprio sei innamorato di tale oggetto o lo usi solo per mettere a posto l’impianto e la risp in freq elettroacustica oppure, avendo questo oggetto 2 canali che presumo possano essere settati diversamente,lo puoi utilizzare solo su 2 strumenti: per esempio a casa ti registri una chitarra con gli stessi mic che userai in live, metà la riascolti pulita e contemporaneamente l’altra metà processata con ULTRACURVE PRO DEQ249, per simulare la somma suono acustico + suono elettroacustico del locale, stando attento alle fasi (cosa che poi dovresti rifare anche in live). Logicamente una voce la senti in locale prevalentemente dall’impianto…

A quel punto hai 2 situazioni standard che puoi portarti in giro senza necessità di spippolare… Dovrai però fare i conti con l’impianto non equalizzato… Vedi tu: io opterei per questa soluzione se avete esigenze sonore particolari e se siete in grado di ottenere ciò che cercate da questa macchina.

La soluzione ideale sarebbe avere un mixer digitale con memorie richiamabili a seconda delle situazioni ed utilizzare il bheringher sul master.

Altra idea per utilizzarlo è se avete una spia e se sull’impianto ci va della roba mono: usi un canale per equalizzare l’impianto e link le 2 casse. L’altro per equalizzare la voce o per equalizzare una spia.

Feedbeck distroier, se funziona bene, consigliatissimo! Fai delle prove in sala prove per capire quanto sia realmente affidabile!

Ciao ed a presto. mi ha fatto piacere risponderti! Se ci sono delle domande per il vostro sound io sono qui a rispondere con tutti i miei limiti e conoscenze! Fatevi sotto!

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