Registrare con un Home Studio Recording Mobile di Mirko Void


Presentiamo l’intervista  con Mirko Void,  realizzata da Carmen Lovisi per Scuolasuono.it.

Introduzione

Carmen Louis– Benvenuti agli amici e gli allievi di Scuolasuono.it , la  chiacchierata  che propongo per la  rubrica Home Recording Studio è totalmente dedicata al set up degli home studios e degli studi di registrazione, ovvero per tutti coloro che hanno deciso di fare uno studio di registrazione a casa propria o in altra situazione organizzata.  Diamo il benvenuto a Mirko Void. Ciao Mirko!

Mirko Void – Ciao.

C. L. –  Mirko, tu sei prima di tutto un musicista, dico bene?

M.V. – Sì, nasco come chitarrista, uno dei modi più comuni per avvicinarsi alla musica.  Ho avuto vari progetti musicali nei quali ho militato come musicista, cantante, compositore e solo successivamente mi sono ritrovato a fare il fonico. Mi sono quindi iscritto all’Accademia di Musica di Milano. Frequentando questa Accademia ho iniziato ad acquistare parti della strumentazione necessaria per registrare, dato che veniva richiesto durante le lezioni. La mia curiosità ha fatto il resto, portavo al massimo le possibilità offerte dalle macchine che potevo permettermi di acquistare ed i miei stessi insegnanti erano increduli quando, ascoltando i miei lavori, spiegavo che tipo di strumentazione possedevo. Se provavo una scheda audio a scuola e questa mi piaceva, il passo successivo era pensare come utilizzarla nei miei progetti musicali, quindi ho finito col trovarmi in possesso della strumentazione necessaria per potermi registrare una demo a casa, il che era la ragione iniziale della mia iscrizione a tale accademia in quanto i fonici con i quali avevo sempre lavorato non erano mai riusciti a capire che suono volessi dare ai miei lavori..

Registrare: Home Studio Recording mobile

Mirko Void sala
Mirko Void sala

C. L. – Si tratta quindi di una configurazione home studio acquisita con il tempo, però a me sembra che tu abbia anche  un home recording setup che si potrebbe definire mobile.

M.V. –Sì, durante lo studio in accademia iniziai ad accumulare strumentazione insieme a un amico, successivamente quando mi trasferii a Bologna, lasciai parte della strumentazione a Milano in modo da poter avere 2 punti d’appoggio. In questa maniera riesco a coprire un’area in Italia molto grande. A volte capita che ci spostiamo per andare a registrare magari  una batteria per un gruppo di Firenze , e viene lui a Bologna, oppure  abbiamo vengono  loro. Coprire un’area così vasta sicuramente ha un vantaggio per tutti, perchè  il prezzo che noi facciamo è veramente basso. Venendosi  incontro va a finire  che si rimane amici, infatti con i gruppi che ho registrato ci esco la sera tutt’ora.

C. L. – Riguardo la situazione tecnica, tu mi parlavi anche del fatto che avete in dotazione un equipment molto accessibile, non particolarmente costoso ma adatto per lavorare con una certa qualità. Quindi ero interessata a sapere il tuo setup.

M.V.

Il mio setup è formato per prima cosa due MACBOOK, il primo che acquistai fu un macbook pro 17 pollici e successivamente un iMac. All’interno del portatile c’era Logic HD, programma con cui io mi trovo benissimo. Mi sono anche reso conto che per ogni evenienza è necessario possedere più plug in possibili.

I plugin di Logic sono per me un ottimo mezzo ed io li utilizzo tantissimo nelle registrazioni personali e non, in quanto per una cifra abbordabile si possono arrangiare e creare parecchie cose con una qualità più che discreta. Se poi all’acquisto di logic e dei plug in si aggiunge anche una tastiera muta, i cui prezzi si aggirano intorno alle 35 €, si può davvero ottenere un buon risultato spendendo poco.

Ovviamente per ottenere un buon risultato con plug in e vst è necessario sapere come suonano realmente gli strumenti. Come scheda audio ho iniziato con una semplicissima M- Audio fast track pro a 2 ingressi ed un piccolo mixer della Alesis da 8 canali, casse monitor Adam A7, acquistate per il fatto che hanno un settario ottimo per la musica elettronica, ed avendo io un progetto artistico di musica elettronica sperimentale nel momento dell’acquisto pensavo solo alle questioni personali in quanto non era un mio interesse avere uno studio aperto anche agli altri. Questo mini studio è stato creato per registrare i miei album senza uscire di casa. Le Adam sono comunque delle ottime casse per chi fa indie, rock e qualsiasi altro tipo di musica “leggera”.

Inoltre ho comprato anche un paio di casse comuni (Trust) per avere un’ascolto che possa avvicinarsi a quello di chiunque.

C. L.– Sono casse spesso utilizzate per il multimediale in generale.

M.V.

Sì, sono le classiche casse che si collegano al computer. La musica solitamente viene ascoltata da casse simili o peggio direttamente dal  pc, sono poche le persone che utilizzano casse monitor (o anche semplicemente casse decenti). Mentre lavoro, dopo aver fatto una prima equalizzazione nel mixaggio con le Adam, sono solito riascoltare tutto con le Trust dando quasi più fiducia a ciò che ascolto da li per il semplice fatto che l’ascolto finale avverrà probabilmente tramite mp3 ed un iPod,  e magari anche delle tremende cuffie marcate Dr. Dre. Come microfoni al momento utilizzo un Audio Tecnica 4033, il mitico SM58, che si adatta a registrare perfettamente qualsiasi cosa,  ed un set di microfoni da batteria Beheringher, che per quanto con una qualità media, fanno il loro dovere.

Ho ovviamente anche molti strumenti musicali, 6 chitarre tra cui una Fender Jazzmaster, Fender Stratocaster, ibanez Artcore, due chitarre acustiche…. Una drum machine boss, una tastiera muta Akai, un Micro Korg, una batteria Yamaha e tantissimi altri strumenti acustici, folcloristici e tradizionali provenienti da varie parti del mondo (li suono, ma soprattutto li colleziono).

Per esempio, a me è capitato di registrare alcuni strumenti a fiato e oltre ad usare l’SM58: ho attaccato alla tromba del musicista un microfono da pc con la clip. È venuta una cosa stranissima, a lui è piaciuto molto e da quel momento lo propongo sempre quando mi capita di registrare qualche strumento a fiato, da un flauto dolce da bambini delle medie fino ad arrivare ad un sassofono. Il suono magari non è reputabile come ottimale ma si ha comunque un punto di vista differente. Bisogna sempre fare una sorta di esperimenti, cosa che i professori a scuola avrebbero sicuramente criticato.

Ma non bisogna limitarsi, alla fine tutte le cose più belle potrebbero venire fuori dalle sperimentazioni. Basta pensare ai Pink Floyd, tutto quello che facevano era assolutamente dissacrante per le regole della musica eppure poi hanno fatto cose meravigliose. Inoltre io offro anche degli strumenti, perché  gestisco  una situazione molto particolare con persone che vengono da lontano e non  possono portare tutti i loro strumenti. Quindi ho varie chitarre come la   Fender Jazzmaster   che per me è il massimo. Poi ho una drum machine, una tastiera muta a corda di cui parlavo prima, quella per attaccare il midi, un Microcore, una batteria Yamaha e poi una batteria elettronica della Zumche, che essendo un sampler ha una scheda di memoria esterna su cui si possono mettere i vari suoni come anche una voce campionata, ed è anche un giochino divertente.

C. L. – In cosa siete più bravi nel vostro lavoro?

M.V. – Quello che facciamo è offrire un prodotto ottimo ad un prezzo che permetta alle band di poter realmente vendere la loro demo. Se avessimo delle strumentazioni più grandi, potremmo offrire una qualità ancora maggiore, ma dovremmo chiedere alle persone molto di più. Noi siamo il tramite tra la testa delle persone ed il mixer, permettiamo a tutti di avere le proprie idee su cd con una qualità di cui ad oggi mai nessuno si è lamentato.

C. L.– Prima accennavi  al tuo approccio alla musica elettronica.

M.V.

Sì, la mia passione per la musica elettronica mi ha aperto tantissime possibilità, inclusa quella di realizzare basi per artisti rap.

Lavoro anche a distanza, tramite corrispondenza email e trasferimenti di file.

Ogni tanto gli artisti vengono a conoscenza delle nostre offerte su Villaggio Musicale o Bakeka e ci contattano tramite quelli, ma di solito il passaparola è il mezzo che ci ha portato più lavori.

Tempo fa se una band aveva una demo era già come arrivata, mentre ora tutti possono avere una demo ed è proprio per questo che bisogna cercare di avere  un ottimo prodotto, senza però dover fare una spesa che non si riuscirà  a recuperare mai più. Quindi consiglio di andare in studi molto grossi solo nel momento in cui ci si può permettere di avere un’etichetta, una distribuzione, un booking etc.

Microfono Shure SM58: come posizionarlo per registrare la chitarra acustica

Carmen Louis – Generalmente la parte più importante di uno studio sono i microfoni. Le opinioni in merito al tipo di equipment da utilizzare sono varie, a seconda dell’esperienza musicale. I ragazzi che iniziano a suonare o registrare non hanno molto da investire in termini economici e non possono pensare ad un microfono valvolare ad esempio. Devo dire che ho notato una contro tendenza,  ci sono microfoni che non costano molto con cui  si può ottenere un suono non troppo alterato, e se si vuol dare qualcosa in più nel tracking o mixing si possono aggiungere buoni plugin e poi acquistare outboards hardware in seguito. Per fortuna c’e Shure e mi sembra che tu abbia proprio questo tipo di parco microfoni.

Mirco Void – L’SM58 è stato il primo microfono che ho comprato,  perché mi avevano detto che era lo Shure con il quale avrei sempre avuto a che fare insieme all’SM57. Appena comprato l’SM58  ho subito visto che sulla mia voce risultava pessimo, persino con il  microfono del Mac usciva un suono migliore. Allora ho aspettato Natale e radunato tutti i parenti per comprare l’Audio Technica 4033 e lì  la mia voce è diventata quella di un angelo, e ho iniziato a cantare. Alcuni ragazzi mi chiedono l’SM58, nonostante io gli faccia  trovare montato  un prodotto fantastico come il 4033. Loro   mi dicono: “Vorrei l’SM58 perché in sala prove ho quello e mi piace così.”   Vi ricordo che l’SM58 costa meno di cento euro.

 

Mirco Void: registrare la chitarra acustica
Home Recording: registrare la chitarra acustica

 

C.L. – Allora dove hai dei  risultati buoni  usando l’SM58?

M.V. – Con l’SM58 ho registrato la chitarra acustica e la posizione utilizzata è mettere il microfono sul dodicesimo tasto. Inoltre la prima chitarra acustica che ho registrato, l’ho fatto pure senza il tappo di gomma che di solito viene usato per attenuare la parte più acustica della chitarra.  Lo abbiamo fatto con un foglio di carta solo per ovviare il rientro delle frequenze nel microfono. A volte bisogna arrangiarsi. Ma teniamo conto di una cosa, e guardiamo come vengono registrati i live, non usano forse questo tipo di microfoni? Quindi forse non c’e bisogno di andare tanto lontano cercandone di più costosi.

C.L. – Si, in effetti  il punto di vista non faccia una piega. Suppongo che si vada bene partendo con un equipment che poi si può arricchire con altri processatori a seconda delle possibilità, sopratutto per i nuovi piccoli studi fatti in casa.

Home Recording: il mixer Alesis Multimix 8

Carmen Louis – Proseguiamo con la nostra bella ed interessantissima chiacchierata, Mirco. Tu utilizzi un mixer per il tracking live in studio?

Mirco Void – Attualmente ho un mixer Alesis Multimix 8 canali il quale fa parte del mio equipment perchè ad un certo punto l’ho comprato. Sottolineo che  sono prima di tutto un musicista ma anche un fonico e durante i tanti live  mi ero stufato di alcuni soundcheck prima di ogni concerto. Cosi ad un certo punto sono arrivato con il mio mixer Alesis 8 canali che aveva i volumi e l’equalizzazione già impostati, quindi il soundcheck era una fase velocissima. Riguardo il recording, qualcuno potrebbe osservare: che se hai due ingressi nella scheda audio, cosa te ne fai di 8 nel mixer? Rispondo subito dicendo che molte band di profilo non proprio professionale, gruppi post punk, new wave e quindi di gente che fa musica perché sente il bisogno di farlo senza andare a guardare se stanno suonando giusto o sbagliato, spesso sanno suonare solo con gli altri. Quindi io con questo mixer da 8 canali posso farli suonare tutti insieme, fare si che si sentano tutti quanti, registrando però gli strumenti che a me interessano.

Mirco Void: il mixer Alesis Multimix 8
Home Recording Sudio: il mixer Alesis Multimix 8

 

C.L. – Facci un esempio.

M.V. – In pratica dal mixer entro nella scheda audio che ha sempre e comunque due input, ma se il basso e la chitarra non riescono andare a tempo senza il batterista, allora io li faccio suonare facendo suonare anche il batterista, però registro solo loro 2. In questa maniera posso far suonare 8 persone contemporaneamente registrando quello che mi interessa.

C.V. – Quindi è un ottima soluzione per le live recording in studio.

M.V. – Esatto. Cosa che un fonico normale non avrebbe pensato e avrebbe chiesto al musicista: tu devi suonare in questo momento. E l’altro dice che non sa suonare, capito? Questo prova che bisogna spesso cercare soluzioni che facilitano il lavoro sia del tecnico del suono che del musicista. A volte non bisogna fermarsi nemmeno a giudicare o trovare le definizioni. Il vantaggio di chi sa sfruttare le competenze e l’esperienza è inestimabile.

Fare Home Recording con Logic

Carmen  Louis – Sei un convinto utilizzatore di Logic, ma conosci anche Proteus. Per quale motivo hai fatto questa scelta e quale è il tuo feedback?

Mirco Void – Logic l’ho scelto per il semplice fatto che me lo sono ritrovato nel computer. Quando ho comprato il Mac era praticamente dentro la macchina, avendolo acquistato tramite la scuola di tecnico del suono di Milano che ho frequentato. Quindi l’ho trovato già lì e ho cominciato ad usarlo proprio come se fossi un autodidatta.  Proteus invece sappiamo cosa è, si tratta di un  programma che si trova in tutti gli studi ed è  utilizzato a livello professionale in quanto qualitativamente è  uno dei migliori per la sua comodità e versatilità.

E’ importantissimo saperlo utilizzare esclusivamente nella prospettiva  che si andrà a lavorare in uno studio prima o poi, altrimenti per fare dell’ home recording ci sono anche altri software. Logic invece è un po’ meno intuitivo ma io mi trovo bene perché  ha all’interno un sacco di plug-in e con pochissimo è possibile creare  una canzone di ottima qualità,  se si hanno le capacità di farlo ovviamente, ed è possibile anche utilizzare la tastiera del computer per questo scopo. Inoltre è un programma che ti permette di esportare i file in maniera veloce senza una grande perdita di qualità. Io mi trovo bene, poi se qualcuno mi manda una base prodotta con Cubase, non c’è problema, si può lavorare quasi su tutto. Il discorso dei programmi, secondo me è analogo a quello delle casse Adam e Trust, ovvero: bisogna essere pronti ad utilizzare qualsiasi cosa nelle differenti qualità.

 

Mirco Void spiega l'utilizzo di Logic nell'Home Recording
Hoe Recording: Mirco Void e Logic

 

C.L. – Nell’ambito del tuo lavoro dov’è che Logic ha ottenuto i risultati migliori e che cosa sei riuscito a fare con questa daw?

M.V. –  Se al primo posto  metterei Proteus, che secondo me è il futuro,  immediatamente dopo, se non quasi allo stesso livello, metterei Logic, qualsiasi genere si vada a fare. Perché se Proteus è il programma da studio, Logic è il programma da Home Studio. Spesso anche quando andavo a scuola e avevo a che fare con i docenti, mi divertivo perché ci facevano usare  Proteus ma non i plugin di Logic. Quindi  prendevo dei plug, per esempio il  Moog Prodigy sempre all’interno di  Logic, li suonavo, li portavo alle lezioni e volendo testare il loro orecchio spiegavo ai miei professori che avevo comprato questo nuovo moog.

Quando loro mi dicevano: “Caspita che bel suono, si sente che è analogico, no?”  a me veniva da ridere perché in realtà avevo scaricato il plugin.  Non so se era vero o ci prendevano un po’ in giro, ma ho fatto questo piccolo test e sembra che non si siano accorti di nulla, anzi mi chiedevano quanto l’avessi pagato. Il motivo per cui lo racconto è  per far capire la qualità che Logic può raggiungere.

C. L. – Quali sono le cose principali che utilizzi in Logic e come ci lavori?

M.V. –  Sostanzialmente, quando mi arriva una nuova band, apro il nuovo progetto  e vado a capire il tipo di strumenti che hanno in dotazione. Lì guardo e inizio a capire che strumentazione hanno in mano e vado ad aprire varie cose su Logic. Dopodichè, se per esempio qualcuno mi dice  ch non ho portato tutto il set della  pedaliera e servirebbe quella certa cosa, apro in Logic la guitar board e faccio sentire se piace.  Si possono fare diverse cose con Logic, anche usare una pediera virtuale. Il bello è che non ci sono regole fisse e che  si possono fare dei bei suoni scoprendoli tramite prove ed esperimenti, magari azzardando a volte. E Logic per questo è fantastico perchè, tra l’altro, i suoi progetti sono leggeri e, ripeto, è ottimo.

Il sintetizzatore Moog Prodigy e gli emulatori Vst

Carmen Louis – Parlaci del tuo Vst preferito,  oppure  di quello che vorresti avere. Insomma, il cosidetto vst della tua vita o di questo momento musicale storico!

Mirco Void – Devo innanzitutto premettere una cosa importante e fondamentale: prima  o poi vorrei comprare il vero Moog Prodigy, un sintetizzatore  naturalmente  molto costoso, che va dai 1600, 1700 euro. Secondo me è una buona abitudine, prima di acquistare qualcosa che costa molto, che si provi a scaricare gratuitamente tutto ciò che somiglia, per capire se è veramente utile. Personalmente ho deciso l’acquisto, che spero di fare il prima possibile,  però per ora utilizzo un emulatore che si trova con facilità on line: si scarica, non è illegale perché i siti su cui si può prendere sono riconosciuti, e questi si trovano facendo soltanto una buona ricerca web. Io uso il moog perchè amo quel determinato sound, però nel caso si abbia bisogno del suono di una cascata o di un ruscello, si trova anche quello nel web.

 

Mirco Void: sintetizzatori ed emulatori
Home Recording: sintetizzatori ed emulatori

 

C.L-– Quindi vale la pena di investire il tempo a provare anche delle versioni freeware, che magari non sono tutte buone o degne di nota, ma potrebbe trovare inaspettatamente quella buona?

M.V. – Si, perche si trova veramente di tutto su internet,  a prescindere dagli strumenti. Di Vst emulatori del Moog Prodigy  ce ne sono tanti e con nomi diversi, ed è per questo motivo che adoro  quasi collezionarli. Ho comprato un hard disk solo per tenere dentro questi plugin. Ovviamente, li testo bene prima di incamerarli.

C.L. – Il problema è che bisogna averne pochi e buoni, innanzitutto  quelli che non danno problemi al sistema, come crash o malfunzionamenti della daw e che siano utili.

M.V. Infatti bisogna distinguere e scegliere  tra i tanti che si trovano in rete. Bisogna dire che  alcuni di essi  hanno dei nomi di sintetizzatori che non esistono. Per esempio un vst  invece di chiamarsi Microkorg si potrebbe chiamare Microwave etc. Sta di fatto che finchè non si scarica un freeware non si ha la possibilità di scoprire che magari quel determinato Vst  è un buon emulatore del microkorg ma che per i diritti di copyright non si è potuto fare altro che cambiare il nome, denominandolo microwave. Ripeto, si tratta solo di cercarli, poi ovviamente è una questione di scelta e tasche, magari c’e chi preferisce comprare subito Arturia.

C.L. – Ed è per questo che si dice anche “chi non risica, non rosica”, in tal caso chi non cerca non trova.

Il monitoring nell’Home Recording: Adam A7 e Sennheiser HD215

Carmen Louis – Mirco, parlaci dei tuoi monitor.

Mirco Void – Io lavoro con le casse Adam A7,  hanno molti bassi e le medi un p0′  “mangiate” però sono assolutamente dei buoni monitor e  si tira fuori quello che si deve. Per me vanno benissimo,  perchè alla fine le Adam nascono proprio per la musica elettronica,  una volta che impari a capire come suonano, conosci  i loro “buchi”  e fai quadrare il tutto:  alla fine ci si fa il cosidetto ‘orecchio’. Per esempio, nella mia stanza le Adam danno sempre l’impressione di avere un suono un po’ ovattato, questo lo so perchè poi magari mi porto il computer in macchina e lo ascolto con le casse della macchina, oppure mi porto il computer in salotto e lo ascolto anche li lì, come a casa mia a Bologna. Come si vede cerco di fare  più ascolti possibili, mettendomi nel maggior numero di situazioni e ambienti differenti.

 

Miroco Void: Home Recording e monitoring

 

C’e da dire che anche quello che si fa sul trattamento acustico della stanza ha la sua importanza. Ovviamente, per quanto è possibile sarebbe preferibile un ambiente dedicato, dove poter fare degli aggiustamenti e, per esempio,  mettere tende o trappole per i bassi, che sono sempre pronti a creare delle risonanze, ma se non fosse possibile bisogna anche nel caso sperimentare la soluzione  più adatta a far suonare il monitoring e da li capire e farsi l’orecchio.

C.L. – Invece, parlando del tipo di cuffie che usi nell’home studio recording per far registrare?

M.V. – Durante le recording session,  per far cantare le persone mentre vengono registrate io uso delle cuffie normalissime,  non aperto  tipo Sennheiser HD215.  Anche qui possiamo aprire la parentesi sul filo del discorso,  cioè che bisogna rendersi conto di quello che esce dalle Adam e quello che invece ascolta l’utente finale con i propri dispositivi multimediali. Allora utilizzo anche le cuffie dell’iPod perché non è che  si va in giro con le Sennheiser, e alla fine ti devo dire che le canzoni non le ascolto neanche con le cuffie definibili di buona qualità.

Metto direttamente le cuffie dell’iPod nel mixer e verifico che  il tutto mi suoni giusto. Se qualcosa non funziona ritorno al mixaggio. Non credo che questa sia una procedura sconosciuta per chi fa home recording e sopratutto in quest’era di diffusione capillare dell’ascolto del multimediale. Era certamente diverso quando si avevano i nastri oppure il vinile.

Home recording: registrare con la scheda audio M-Audio Fast Track Pro

Carmen Louis –  Proseguiamo la nostra intervista con un altro argomento molto interessante. Mirco, tu stai utilizzando una scheda audio molto semplice, per la precisione una M-Audio Fast Track Pro, che è comunque accessibile anche da un punto di vista economico rispetto ad altre audio devices.

Mirco Void – Sì, esatto.

Carmen Louis – E’ stata una di quelle cose che ti sei ritrovato dopo i tuoi studi come fonico oppure una scelta mirata?

Home recording: registrare con la scheda audio
Mirco Void: registrare con la scheda audio

Mirco Void – Tutti gli strumenti che mi circondano li ho comprati perché servivano per realizzare i miei progetti musicali. Infatti precedentemente  non avrei mai pensato di trovarmi a registrare delle band, per cui la scelta della scheda veniva dalla considerazione di non poter suonare in contemporanea più strumenti, soltanto uno.

Quindi ho acquistato la M-Audio Fast Track Pro dove ne posso registrare 4 e fino ad oggi io non ho avuto nessun problema perché  per una questione di comodità cerco di registrare sempre tutto in linea, per cui di solito divido la band, vale a dire che registro prima chitarra e  basso e poi la voce e la batteria a parte.

In questa maniera al massimo si suona in 2 o in 3 contemporaneamente, quindi gli ingressi della Fast Track sono più che sufficienti anche perché poi qui si parla di home recording quindi in una stanza non ci può stare sempre una band di tantissime persone.

Quindi avere una scheda audio con 150 ingressi a che serve?

Solo ora comprerò un’altra scheda audio per il semplice fatto che comunque questa cosa un po’ sta andando bene. Un suggerimento: se dovete iniziare e non sapete dove buttarvi prendete una M-Audio così state più tranquilli e vi fate anche 4-5 album in tranquillità. Ha dietro gli ingressi midi, ha davanti 2 jack e 2 microfonici. È fantastica e poi costa poco, minima spesa e massima resa.

Mirko Void

Mirko Void
Mirko Void

 

C. L.– Hai un sito, vero?

M.V. –  Mi si trova un po’ ovunque, da bacheca a villaggio musicale, il sito ufficiale però è questo: http://meastramonium.blogspot.com

C. L. – Hai anche un profilo su Facebook, Twitter, You Tube?

M.V.

Escluso il mio personale, no.

Su Villaggio musicale e bacheca, si possono però trovare i prezzi e le offerte disponibili

C. L.– Sia su vVllaggio musicale che sul blog ci sono delle modalità di contatto con voi?

M.V. – Sì, ovviamente.

C. L. – Ed operate dal Bologna fino a Milano..

M.V. – Sì,  qualsiasi posto, anche se si ha bisogno di commissionarci una base oppure una colonna sonora, basta semplicemente prendere il nostro contatto mail e ci si sente telefonicamente e ci si  organizza. Qualsiasi tipo di richiesta  possiamo farla al minor prezzo possibile.

C. L.– Vorrei che tu parlassi delle tue produzioni artistiche, ed in particolare di tutto quello che viene dal genere shoegaze.

M.V. – Si, lo shoegaze  è un genere nato intorno ai primi anni 90′ e portato ai suoi massimi livelli dalla band “My Bloody Valentine”. In questo genere musicale la voce viene trattata come un qualsiasi altro strumento musicale, equalizzandola in modo da amalgamarsi al resto degli strumenti, creando il muro di suono che contraddistingue il genere. L’album Loveless, sempre dei My bloody Valentine è una pietra miliare dello shoegaze,Un gran numero di tecnici del suono venne assunto e licenziato durante il periodo delle registrazioni, tutti accreditati come collaboratori nella copertina del disco, anche se, secondo il cantante della band Kevin Shields, «tutto quello che fecero fu preparare il tè».

C. L.– E perchè tuoi progetti musicali  sono legati a  questo?

M.V.Perchè rimasi molto colpito da questo tipo di approccio decisamente non accademico nei confronti della musica leggera.  Ho sempre odiato il rock’n’roll e nel momento in cui ho visto come suonavano la chitarra questi musicisti ho detto. “Bene,  voglio suonare così.” Ho iniziato a fare questo genere che si chiamava shoegaze appunto con il mio primo gruppo. Poi invece mi sono spostato sulla musica elettronica, cosa che sì  è rivelata comunque un successo. Tutt’ora lo faccio con il gruppo chiamato Kreativ In Den Boden, che è un  nome tedesco che deriva dalle prime influenze,  quando c’erano i Kraftwerk, per cui volevo un nome un po’ tedesco  perché mi piaceva il suono che aveva. Secondo me dà l’idea della musica molto sintetica, minimale, fredda. Con questo  progetto tutt’ora suono in giro per l’Italia.

C. L. – C’è qualcosa che si può ascoltare in rete?

M.V. – Sì, basta andare su google e scrivere Kreativ In Den Boden, si troverà tutto quello che c’è. Anche sul blog di cui si parlava prima trovate da ascoltare.

C. L. – Siete anche contattabili  per eventuali scambi o collaborazioni..

M.V.– Si certo, sono completamente aperto a qualsiasi cosa. Infatti recentemente ho eseguito una colonna sonora per un cortometraggio western, cosa che non avrei mai pensato di fare, e ho passato un mese ad ascoltare canzoni di Ennio Morricone.

Carmen – Mirko, vorrei ringraziarti per la tua disponibilità e ti  auguro  un’ottima musica,  lavoro e sperimentazione in tutte le produzioni home studio e studio mobile. Alla prossima!

M.V. – Va bene. Grazie mille a tutti quantiAlla prossima!

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