L’analizzatore di spettro: Amico tenace o Alleato prezioso?


Eccoci qui per un nuovo post dedicato al mondo dei suoni.
Prendo spunto da Giorgio che mi ha scritto questa email…

Ciao,
ho letto con passione il tuo ebook sul come plasmare il suono della band in sala prove…
Ora ti chiedo qualche consiglio:
Disponiamo di una sala prove messa direi abbastanza bene,ora però vorrei migliorare il tutto per mezzo di un analizzatore di spettro. Intenderei procedere così:

-Analisi di volumi e frequenze della batteria
visto che non possiamo regolarne il volume,al massimo l’acordatura
-Analisi di volumi e frequenze del basso
Il volume deve superare o eguagliare quello della batteria?

-Analisi e diversificazione delle equalizzazioni delle chitarre (c’e’ qualche suggerimento sull’ebook)
Ma anche qui,i volumi come li regolo?

-Taratura Equalizzazione del mixer mediante rumore bianco
che curva ottimale devo dare?

-Analisi di volumi e frequenze delle voci e pan dei cori.
quali volumi tenere rispetto agli altri strumenti?

Ti ringrazio in anticipo tantissimo,mi sto davvero appasionando come aspirante tecnico del suono 🙂 a presto, Giorgio

Bhe, che dire? Io non sono uno di quei fonici che sanno tutto di tutto… però qualche nozione, tra corsi ed esperienza sul campo, l’ho acquisita e sono contento di girarvela ; ) !

Innanzi tutto dobbiamo dare un’idea, per chi non ce l’avesse, di che cosa sia un analizzatore di spettro e prima ancora di che cosa sia lo spettro (per il termine “analizzatore” vedi Zanichelli.it).

Quando si parla di audio si definisce come spettro l’intervallo di frequenze udibili dall’uomo (dai 20 ai 20000 Hz). Ne parliamo approfonditamente nel modulo della percezione uditiva in Recording Turbo System.

L’analizzatore di spettro pertanto è quello strumento che mi da la possibilità di visualizzare un grafico che in tempo reale mi indichi sull’asse x le frequenze (o meglio le bande di frequenze) e sull’asse y il loro livello.

Ecco perciò che se io “faccio sentire” a tale strumento ( mediante un ingresso di linea o un microfono) i 40 hz con un livello inferiore di 20 db rispetto ad una frequenza di 1000 hz il grafico potrebbe apparire così:

Quando, anzichè far sentire 2 frequenze singole, gli do in pasto un brano musicale
l’analizzatore farà vedere il livello di ogni banda di frequenze in ogni istante: si avrà perciò un grafico di questo tipo che varia nel tempo in funzione del segnale audio.

Bellissimo! Ma a che c***o serve questo albero di natale????

Per alcuni niente, per altri tutto. Una volta in un forum ho letto una frase del tipo “Spegni l’analizzatore ed accendi le orecchie!”… questo la dice lunga! Come qualsiasi strumento di misura applicato all’arte l’analizzatore può soltanto darti delle conferme, non delle certezze!

In altre parole, come raccontava un prof di ferrara quando ho frequentato il corso di acustica, parlando a proposito di un algoritmo di previsione acustica, diceva: “il software si è comportato bene”! Se ci pensi è un approccio bellissimo! E’ l’uomo che usa le macchine, non il contrario!

Comunque l’analizzatore ha un suo perchè… ad esempio serve per capire con rigore scientifico la risposta in frequenza delle macchine (ampli, effetti, ecc) o delle sale: se io sono sicuro che sto immettendo in ingresso ad un oggetto tutte le frequenze allo stesso livello, ci saranno di nuovo tutte con pari livello o il segnale in uscita verrà timbricamente modificato? e se si, come?

L’analizzatore può soltanto darti delle conferme, non delle certezze!

E se costruisco uno studio di mastering, se so che nel mio amplificatore entrano esattamente tutte le bande di freq. allo stesso livello, mi potrebbe interessare una valutazione precisa e scientifica per capire se il sistema casse-regia audio mi apporta delle colorazioni.

E se sto mixando un brano, e non sto ascoltando in una regia neutra – o se non ho l’esperienza necessaria che mi consente di valutare esattamente quello che sento – mi potrebbe interessare AVERE LA CONFERMA che il segnale che esce dalla mia scheda audio trova riscontro in quello che sento oppure sarebbe comodo poter valutare con precisione dove intervenire con l’equalizzatore per risolvere un problema di ronzio su una traccia registrata (come mi è capitato ieri sera).

Insomma gli usi sono molteplici, i tipi di analizzatori ed il modo di tararli pure! L’importante, a mio parere, è non chiedere allo strumento di dirti se il tuo mix ti emoziona! E’ uno strumento di misura e come tale va utilizzato.

Magari più avanti si potrebbe scrivere qualcosa di più su questi strumenti, ma per evitare di scrivere corbelle inventate (non mi ricordo un acca in questo momento) dal momento che non li uso spesso, forse è meglio che mi documenti per bene prima…

Ecco dunque Giorgio

che il mio spassionato consiglio è quello di regolare i volumi e le frequenze come ti pare, magari tenendo conto degli argomenti che già sai; l’importante è che mentre suoni non ti assordi e che si venga a creare l’atmosfera giusta! Nessun analizzatore o metodo ti può dare quello che tu, umanamente e con un pò di buon senso, puoi fare.

Vuoi diventare un fonico “con i contro“?

Fai quello che io non ho mai avuto voglia di fare ( ma che mi riprometto spesso…): prendi il tuo bel tone generator, crea 32 files differenti di 4 sec, registra con la voce alla fine di ognuno il valore di ogni frequenza, caricali sul tuo player e metti in modalità shuffle!

Chi padroneggia le frequenze ha il vantaggio di saper intervenire SUBITO sul problema senza spacioccare a caso! Risparmi tempo e bile ed ottieni risultati ottimi anche con l’equalizzatore!

Per quanto riguarda la batteria più che sull’accordatura andrei a lavorare sulle pelli e sulle bacchette (le pelli idrauliche suonano più forte delle sabbiate e le bacchette più forte delle hot-roads) anche se sappiamo bene che toccare queste componenti significa modificare il timbro della batteria che è in funzione del genere!

Alla prox! Fatemi sapere se vi serve qualche dritta (ammesso che io sia in grado) vi risponderò volentieri!

PS: i batteristi che sanno suonare piano e con tiro sono davvero bravi! E’ molto difficile ma con un pò di allenamento si fa. Mi raccomando bandisti vari…non demoralizzate i vostri batteristi: spronateli allo studio!!!! (anche di chitarra o tastiera)

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