Registrare l’ampli di chitarra in casa


Ciao a tutti, mi chiamo Lelio Padovani. Oggi vedremo alcuni suggerimenti che spesso possono tornare
utili per…

REGISTRARE LA CHITARRA ELETTRICA IN CASA

Dunque, incominciamo!

Il sistema classico di registrare delle parti di chitarra elettrica, sia pulita che distorta, è microfonare una cassa ad un volume sostenuto. Per vari motivi (i vicini, chi abita con noi…) questo non è sempre possibile; in questo articolo vedremo alcune idee per cercare di mantenere l’approccio microfonico, escludendo quindi per ora i software di simulazione, che saranno oggetto di articoli futuri. Va tenuto conto che in ogni caso abbassare il volume vuol dire modificare il suono all’origine; in questo caso dovremo ovviare sperimentando con regolazioni diverse e con il posizionamento del microfono.

1. La Cantina

Se abbiamo a disposizione una cantina (o garage, soffitta, taverna, o simili) possiamo metterci una cassa, che sarà quindi isolata da dove siamo noi. L’amplificatore resterà nella nostra regia e ci permetterà di variare le regolazioni. Se l’ambiente a nostra disposizione è abbastanza isolato avremo la possibilità di tenere volumi sostenuti.

Questa potrebbe diventare una soluzione permanente, con una cassa dedicata solamente alla registrazione e che rimarrà dove l’abbiamo piazzata.

Pro: buon isolamento. Contro: probabilmente dovremo usare dei cavi piuttosto lunghi per cassa e microfono/microfoni; passare dei cavi giù dalla finestra o per le scale non è bellissimo da vedere.

 

2. L’Armadio

In questo caso una cassa (meglio piccola: 1×12 o 2×12) va messa dentro un armadio (o ripostiglio, baracca degli attrezzi o simili), che permetterà di limitare il volume.

Pro: discreto isolamento; potremo registrare in ore diurne senza problemi.

Contro: difficilmente avremo nell’armadio degli indumenti abbastanza densi ed isolanti, e questo ci costringerà a tenere un volume contenuto. Cavi che escono. Limitazioni all’uso dell’armadio, almeno per il periodo delle registrazioni.

 

3. Iso Cab

Questa soluzione consiste, in sostanza, nel costruire una scatola in cui chiudere un altoparlante ed un microfono. Su internet trovate dei progetti su come costruirla; alcune ditte che già costruiscono un attrezzo del genere sono Randall e Blackshark.

A volte questo sistema viene adottato anche in tour importanti, di solito quando vengono usati dei monitor in-ear, per ridurre il più possibile il volume sul palco: tutta l’attrezzatura viene messa in flight-case sotto o dietro al palco stesso.

Pro: se la tenuta della scatola è buona possiamo alzare il volume a piacimento.

Contro: ingombro della scatola, eventuale costruzione.

4. Dummy Load

Viene messo tra l’uscita dell’amplificatore e l’ingresso della cassa un apparecchio che simula il comportamento dell’altoparlante, e che ci permette di abbassare il volume pur mantenendo un timbro accettabile. Già in commercio: THD Hot Plate, Marshall Power Brake ed altri.

Pro: non modifichiamo molto il suono all’origine.

Contro: costo dell’apparecchio extra, calore dissipato. Per avere un suono convincente non è sempre necessario utilizzare la tecnologia più recente e fantastica, e possiamo ovviare alla mancanza di attrezzatura col tempo che ci mettiamo a provare nuove regolazioni e scoprire i suoni: anche da un microfono ed una scheda audio economici possiamo avere dei risultati più che accettabili, se abbiamo a disposizione il tempo per sperimentare.

Se volete farvi un’idea di registrazioni che ritengo accettabili ma realizzate con un’attrezzatura minima, i brani che trovate sul mio space www.myspace.com/leliopadovani sono stati realizzati su un Pc Pentium III 866 Mhz, con Cubase Vst 5/32 sotto Windows 98 Se. (Nel frattempo sono felicemente passato al Mac!!!).

La cassa è stata messa in un armadio e microfonata con un microfono Akg C 535 od un Sennheiser e609 attraverso un preampli microfonico Focusrite Trakmaster Platinum. Scheda audio Pci Yamaha DS 2416.

 

Per concludere vorrei presentarvi qui sotto il Triangolo di Roger Nichols: in qualsiasi produzione musicale, con qualsiasi budget, potete scegliere due dei tre termini.

GOOD
(Buono)

FAST CHEAP
(Rapido) (Economico)

Quindi…

GOOD e FAST ma non CHEAP;
FAST e CHEAP ma non GOOD;
CHEAP e GOOD ma non FAST.

A presto!

One thought on “Registrare l’ampli di chitarra in casa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Recent Content