Compressore hardware analogico VS plugin digitale: chi vincerà?


I forum e i blog sull’HD recording pullulano di articoli e topics incentrati su questa annosa questione, al punto che vien da chiedersi: “Perché scrivere un altro articolo sull’argomento?”.

E’ opinione di chi scrive che, malgrado la questione sia stata affrontata innumerevoli volte sul web, un’alta percentuale delle trattazioni inerenti all’argomento siano spesso fuorvianti (sopratutto per i neofiti) e concorrano alla formazione del malsano pensiero che l’analogico sia la soluzione a tutti i difetti di un mix riuscito mediocre utilizzando il digitale e che il mondo degli 1 e degli 0 sia l’agnello da sacrificare per salvarsi da tutti i mali dell’ HD recording.

Voglio precisare che quest’articolo non nasce con l’idea di gettare fango né sull’uno né sull’altro “mondo”. Mentre e’ infatti indubbio che l’analogico (quello buono!) possieda peculiarità in grado di “valorizzare” il suono di un mix e in certi casi di ottenere più rapidamente un buon risultato sonoro è vero anche che in digitale è possibile non solo emulare (con un alto livello di precisione) hardware famoso ma, più saggiamente, addirittura sfruttare i principi che sottendono al “bel suono” dell’analogico di qualità per creare plugin che implementino concetti e funzionalità semplicemente impossibili in analogico.

Le saturazioni morbide e progressive di un buono stadio valvolare o a transistor, la naturale program-dependent compression/release dei vecchi compressori,la naturale compressione dei transienti operata da un registratore a nastro “spinto”, sono solo esempi di alcuni degli ingredienti additati come le spezie magiche dell’analogico. La mia opinione è che, già da qualche anno, il digitale sia in grado di imitare con ottima approssimazione tali comportamenti e che i fattori responsabili di un cattivo mix non siano da ricercare certamente nei bit del nostro maltrattato digitale.

L’articolo vuole quindi essere un invito a riflettere sul fatto che i migliore strumenti di uno studio di registrazione, home o professionale che sia, rimarranno sempre le nostre orecchie e il nostro “saper fare”, troppo spesso bistrattati e barattati con questo o quel trasformatore-sommatore-interfaccia grafica.

Veniamo quindi al dunque ponendoci una semplice domanda: siamo davvero in grado di discernere uno strumento processato da un leggendario compressore hardware da quello processato con un plugin ben impostato (e magari free!)? nel caso in cui siamo in grado di distinguerli, le differenze risultano davvero così eclatanti da poter additare il plugin come il responsabile del cattivo suono di un nostro mix?

Per rispondere a tali domande ho bisogno del vostro aiuto e vi propongo perciò un poll in cui votare.

Di seguito potete trovare dei files audio di due strumenti, batteria e voce, processati con due compressori (pesantemente, al puro scopo di evidenziare il carattere degli stessi), uno plugin e l’altro hardware. In particolare il compressore hardware è lo storico e bellissimo 1176 (la versione hardware della Universal Audio)

Universal Audio 1176

mentre il plugin è un freeware del quale alla fine delle votazioni sveleremo il nome e rilasceremo un file .fxp e degli screenshots dei settaggi utilizzati per “emulare” l’hardware.

I files per ogni strumento sono 3 : “original” è il file non processato, “A” e “B” quelli processati. Preciso che per i due strumenti le lettere A e B potrebbero rappresentare un sistema differente di processing : ad esempio, A potrebbe essere il compressore hardware sulla drums e B quello plugin, mentre sulla voce potrebbe essere il contrario.

In altre parole ci siamo riservati la possibilità di “mischiare le carte” per rendere più affidabili i risultati del test.

Prima di darvi in pasto i files occorre un’ultima precisazione: il plugin in questione non nasce come emulo di un 1176 hardware. Potrebbe quindi essere necessario ritarare le impostazioni che forniremo nel file fxp e negli screenshot al fine di emulare un 1176 hardware impostato in maniera differente da quella che è stata utilizzata per processare questi files. Ma è proprio questa la chiave di lettura di questo test: utilizzare di volta in volta le nostre orecchie per far suonare bene ciò che abbiamo, sia esso dell’hardware, un plugin costoso o un plugin free.

Ok, basta chiacchiere. Ecco i files, buon voto! (I files sono in formato mp3 in altissima qualità, 320Kbs, a causa di limitazioni imposte dal player del sito che non consente la riproduzione del formato wav, tuttavia è possibile scaricare tutti i files in formato wav raccolti in formato zip da QUI).

BATTERIA ORIGINALE

BATTERIA FILE A

BATTERIA FILE B

VOCE ORIGINALE

VOCE FILE A

VOCE FILE B

I RISULTATI DEI TEST
(ti consiglio di procedere oltre nella lettura di questo post solo DOPO aver eseguito le tue valutazioni)

Già l’altro anno ci eravamo mossi nel tentativo di capire se effettivamente fosse necessario possedere l’hardware, l’analogico, per creare missaggi di altissimo livello e lo avevamo fatto mettendo a confronto due mix, uno completamente analogico, l’altro completamente in-the-box, del medesimo brano.

Il risultato (incredibile anche per me se non avessi sovrainteso io l’esperimento) è stato documentato nel video di presentazione del nostro corso di homerecording online Recording Turbo System.

In questa seconda puntata abbiamo invece messo a confronto il sound di un singolo processore (il famoso compressore 1176) con un plugin free ed abbiamo chiesto a voi amici di Scuolasuono di partecipare al nostro sondaggio per cercare di capire se, in base alla vostra percezione, sia effettivamente possibile distinguere il sound del “ferro” da quello del software.

Prima di darvi in mano le soluzioni dei test e specificare a quali files erano state applicate compressioni software è doveroso dare rilievo al fatto che i dati raccolti fino a questo momento sono davvero interessanti e, contrariamente a quello che ci si sarebbe potuto aspettare, le conclusioni che si possono trarre da questo esperimento non sono scontate (…o forse per qualcuno si?).

SOLUZIONI E CONSIDERAZIONI

Sveliamo prima di tutto il nome del plugin compressore free: Blockfish.

Pannello anteriore BlockfishIl piccoletto, che vedi  illustrato nell’immagine a sinistra, è certamente tra i più noti del mondo free, nonché forse il più “anziano” tra le emulazioni analogiche freeware. Il suo rilascio risale infatti ad una decina di anni fa, ad opera di Sascha Eversmeier, che oggi lavora alla Magix, nota casa produttrice di software audio/video a pagamento (Sequoia, Samplitude etc). Il plugin è ancora scaricabile dal link indicato a seguire (disponibile per Mac e PC):  (http://www.digitalfishphones.com/main.php)

Manipolando i controlli di questo gioiellino ho provato a ricreare la risposta di un 1176 hardware…”quali controlli???” direte voi… bhe il piccoletto ha un pannellino “nascosto” dove si può mettere mano sul “circuito virtuale” del giocattolino in questione: variando la posizione di alcuni “trimmer” si può modificarne il carattere sonoro

Pannello posteriore Blockfish

Qualcuno di voi, tra i commenti , si è espresso dicendo che non era “sensato” paragonare un plugin che non fosse l’emulazione di un 1176 con un 1176 hardware. Chiarisco nuovamente che l’intento non era quello di capire quanto bene si potesse emulare un 1176, piuttosto quello di capire quanto si fosse realmente in grado di distinguere il processing di un buon plugin digitale (che emula le peculiarità dell’analogico e non una macchina specifica) da un processing fatto in analogico. Ho scelto l’1176 hardware soltanto perché il carattere di partenza di Blockfish mi ricordava molto l’aggressività di un 1176, pur non essendo un emulo di quest’ultimo.

Ecco i risultati dei blind test che chiedevano di individuare il compressore analogico:

Ebbene, la maggior parte di voi ha votato ritenendo che il file B della drums fosse l’analogico, mentre B era proprio Blockfish; idem per la voce dove la maggior parte di voi ha votato ritenendo A il compressore analogico 1176, mentre A era proprio Blockfish.

Bene, dopo questa “sorpresa” cosa si può concludere analizzando queste percentuali? Che Blockfish, digitale, sia meglio dell’analogico? No. Statisticamente si può però affermare, che la capacità media dei votanti di riuscire a distinguere l’uno dall’altro, essendo le percentuali prossime al 50%, è pari a quella di prevedere l’uscita di una testa o di una croce lanciando una monetina: casuale.

Ovviamente le conclusioni tratte dalla statistica non sono assolutamente in contrasto con il fatto che pochissimi dei votanti siano stati in grado di individuare l’1176 in entrambe i files; come dire? Una rondine (o 4 o 5 su 100) non fa primavera.

A supporto delle leggi della statistica analizziamo anche i risultati degli altri polls:

Come si può vedere dalle percentuali per entrambe i files pochissimi pensano che le differenze siano molto evidenti; inoltre, nonostante in merito alla batteria la percentuale più alta di votanti ritenga che le differenze siano abbastanza evidenti, se si sommano le percentuali dei votanti che hanno risposto “Non molto evidenti”, “Marginali” e “Pressoché inesistenti” (queste tre voci sono accomunate dal fatto che si ritiene che le differenze siano poco udibili, al limite inudibili, quindi è logico accomunarle) emerge chiaramente  che il 61-68% dei votanti, per entrambe i files batteria e voce, non riesce chiaramente ad individuare differenze tra analogico e digitale, a conferma dell’esito 50-50% della votazione atta ad individuare l’analogico.

Infine ecco i risultati dell’ultimo poll:

Anche in questo caso, nonostante (paradossalmente) le percentuali giochino a favore di Blockfish (che viene preferito come suono dalla maggior parte dei votanti su entrambe i files, quindi potrei giocare a fare l’avvocato del diavolo…) statisticamente, a mano a mano che le persone votavano, ho rilevato la tendenza delle percentuali alla convergenza verso il 50%.

Nonostante quindi approssimativamente il 57% preferisca Blockfish ad un 1176,  è doveroso osservare che la tendenza statistica al 50% è presente anche in questo caso, come per il primo poll; è semplicemente meno evidente giacché il numero di votanti a questo poll è stato inferiore rispetto a quello dei votanti al poll di apertura; Conseguentemente, dati alla mano, è più che ragionevole ipotizzare che più che una preferenza vera e propria per Blockfish,come concluso per il poll di apertura, la scelta è tendente al “casuale”: 50%-50%.

Sperando di essere stato “scientificamente imparziale” (con l’ausilio della statistica “spicciola”), chiudo l’articolo dandovi il link per scaricare il preset di Blockfish da utilizzare nel tuo sequencer, in formato .FXP , creato ad hoc per questo test. Scaricalo da QUI.

Ti sarei grato  se potessi esprimere la tua opinione sul lavoro che abbiamo svolto, dirci cosa ne pensi insomma…

Un saluto da Gaito.

9 thoughts on “Compressore hardware analogico VS plugin digitale: chi vincerà?

  1. Complimentiper il sito! non pensavo ci fosse così poca differenza tra un compressore di marka ke vedi in tutti gli studi ed un plugin scaricabile. Grazie poer la dritta !!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Ringrazio tutti voi per l’indagine statistica condotta (che in quanto tale prevede un certo numero di votanti) . . il risultato conseguito è sorprendente quanto utile a capire tante cose 😉
    Grazie

  3. Siete dei grandi ! Avete dimostrato scientificamente quello che io vado sostenendo da anni con miei amici musicisti che invece si rivelano scettici circa l’uso di plug-ins rispetto a quello di hardwares…

  4. Grazie tanto per aver fatto questo esperimento che ribadisce il fatto che per fare un buon mix la cosa più importante sono il gusto e l’orecchio

  5. Grande. Viva i blind-test.
    Sarebbe interessante far fare questo tipo di test ad un numero significativo di sound engineer professionisti, in modo tale che alla fine uno non possa dire che il 50% di quelli che ha indovinato sono esperti, e gli altri sono degli hobbisti…

    1. Certamente è un campione statisticamente poco significativo, ma è sicuramente meglio che ereditare preconcetti figli di luoghi comuni letti su forum in giro per la rete, non credi? 🙂

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