Te ne stai a piangere o muovi il popi?


Caro amico musicista, come stai? E’ da un po’ di tempo che penso di iniziare a scriverti qualche mio pensiero personale riguardo al mondo della musica ed all’importanza vitale, sia per il pubblico che per i musicisti, di questa fin troppo bistrattata arte.

E’ vero, sono tempi duri per i musicisti: sembra che la musica non sia più soltanto un brutto compromesso per chi vuole viverci ma che sia diventata praticamente superflua per la società intera (o quasi). Numero di eventi dal vivo ridotti all’osso, quando ci sono i compensi sono al di sotto della soglia della dignità artistica e le speranze di vendita dei propri lavori in studio sono praticamente scese a zero. Sì, certo, c’è Internet che offre grandi potenzialità… ma sembra che se non passi per un talent nessuno ti calcoli (o quasi).

Eppure non credo di essere l’unico ad essermi accorto che da qualche tempo a questa parte sembra di essere tornati all’inizio degli anni ’80, quando i bulli di quartiere giravano con il mangiacassette stereo a batterie sulla spalla atteggiandosi da padroni del mondo. Hai forse anche tu notato che, di recente, gli zaini dei teenager hanno preso vita? Tutti in gruppetto dietro a quello con la cassa bluetooth che suona la sua playlist preferita… Certo, ok, il contenuto della playlist lascia a desiderare, ma loro amano ascoltare la musica!

La musica sta tornando ad essere un fenomeno di aggregazione sociale e tu te ne stai lì, sul tuo posto di lavoro o a casa, sconsolato nella tua angosciante certezza che ormai non avrai più parte al banchetto del mondo musicale??

Certo, il tipo di aggregazione è diversa, il pubblico è diverso, l’epoca è diversa, ma il mondo si sta evolvendo e, dal mio bizzarro punto di vista, da adesso in poi si schiuderanno esponenzialmente infinite opportunità musicali (se saremo preparati a coglierle).

Ok, forse la musica è destinata a non essere più acquistata, e con questo? Una volta c’erano i “cantanti”, oggi ci sono gli “influencer” e, un influencer (cioè uno che ha una folla che lo segue), quando strategizza a tavolino gli effetti della sua influenza, è automaticamente destinato all’abbondanza ed alla prosperità.

Dunque, tutti pronti a fare musica per i teenager? In parte sì, in parte no. In parte sì perché loro rappresentano il futuro dell’umanità: sono loro il potenziale pubblico di domani. In parte no perché la sfida non è abbassare la tua arte al mediocre livello a cui il mainstream li sta plasmando ma di aiutare loro a scrollarsi di dosso questo pesante fardello di inutilità artistica a cui sono obbligati.

Lo so, belle parole, pochi soldi… ma, se mi segui da un po’, mi conosci e sai che non muovo mai la coda per niente: se ti sto scrivendo sull’argomento significa che ho qualcosa in serbo per te: una sorpresa, un regalo, un prodotto, un piano diabolico, o forse tutti e 4. Per il momento ti avviso che qualcosa di molto grosso sta bollendo in pentola e che solo con un audio ultra-professionale nei tuoi concerti e nelle tue produzioni dal vivo potrai cavalcare lo tsunami musicale che sta per investire l’umanità (ovviamente, sei il ben venuto nel valutare la nostra proposta formativa online Recording Turbo System: il corso per tecnico del suono online di Scuolasuono.it).

Lasciami riordinare le idee: a breve ti aggiornerò ancora sulla mia intuizione (o sul granchio gigante che ho preso?). Per il momento, in attesa di un tuo commento qui sotto, ti auguro buona musica, buon recording e tanta felicità!

Francesco Nano: Divinità Suprema di Scuolasuono.it

 

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